Libeskind: il MAC di Milano
Eccolo finalmente. Dopo tanti anni di attesa (anche se io non lo sapevo) anche Milano avrà il suo Museo di Arte contemporanea. Verrà costruito in tre anni. E chi se non Daniel Libeskind poteva sapere come doveva essere?! Pensato e disegnato in meno di due mesi...e si vede! Dislocato nel cuore del parco (parco?) del nuovissimo quartiere CityLife. L'architetto dice che la sorpresa è sul tetto che ospita un orto, per portare la natura a Milano...ma i milanesi (e anche gli Elio e le storie tese) sanno che ci vorrebbero ben altri interventi per portare un po' di verde in città .
Io dico che la vera sorpresa è nel prezzo. 40.000.000 di euro, circa il doppio del previsto. La forma? Beh spero conveniate con me se dico che è un water! Un vero gabinetto; però non in porcellana, ma in marmo di condoglia (altra sorpresa che però l'arch. Libeskind si era dimenticato di annunciarci). La Moratti, che ci teneva si presentasse il progetto a ridosso delle elezioni è contentissima: "Ha le caratteristiche di Milano"dice, dando ragione a chi pensa che Milano sia lassativa. L'edificio di cinque piani avrà: un parcheggio, un centro relax e benessere, ristorante extra lusso, acque termali, atelier dove gli artisti realizzeranno opere site specific. Resta quindi da chiedersi dove sarà lo spazio espositivo...e dove si tira lo sciacquone. Il punto è che dal Centre Pompidou in poi, i musei hanno smesso di essere contenitori di opere d'arte per diventare espositori di se stessi, lasciando libero sfogo all'autocelebrazione di alcuni (sempre i soliti) architetti. E' ciò che è accaduto per il Guggenheim di Bilbao, o il Museo ebraico a Berlino. La cosa può funzionare, anzi funziona. Ma questo museo è davvero interessante come quelli sopracitati? Non è per niente un'architettura tagliata per la città come sostiene Letizia Moratti, che probabilmente vive in Brianza dove edifici "stani e bruttini" spuntano come i funghi d'autunno. Non sono un nostalgico di architetture passate, credo solo che il confine tra bello e brutto sia molto sottile e che questa volta si sia oltrepassato. Concludo citando un passo del libro di Tom Wolfe "Maledetti architetti", 1981: "In passato coloro che ordinavano palazzi, cattedrali, teatri biblioteche, atenei, case colonnate e ville di campagna, non esitavano a farne altrettante apoteosi di se stessi, inni alla gloria (...). Invece. dopo il 1945, i nostri plutocrati, burocrati, dirigenti di azienda e funzionari hanno subìto una inesplicabile metamorfosi. Eccoli d'un tratto disposti ad accettare quel bicchiere di acqua gelida in faccia, quel manrovescio sui denti, quel castigo noto come architettura moderna. E perché? Non saprebbero dirlo neanche loro. Guardano il nudo edificio che hanno comprato, quelle strutture gigantesche e sgraziate che detestano cordialmente, e non sanno spiegarsi il perché. Ciò gli fa doler la testa".
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che figura di merda che ho fatto :-((
Un modo per riutilizzare i nosri rifiuti, anche una denuncia se vogliamo. A me hanno colpito ...
mi spiace, ma non mi trovo affatto d'accordo con quanto scritto in questo articolo; e me ne ...
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Roberto (Marone) provo una certa necessaria, tristezza nel leggere e condividere quanto ...
Si, Roberta è possibile acquistarla.
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