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Bas Jan Ader

Al giorno di oggi vedere video come questi fa un effetto un po' strano. Un po' contaminati dai vari Jackass e i vari emulatori con i loro i video che spopolano su youtube. Loro un po' come Jimmi Hendrix che spacca la chitarra solo così, per spaccarla, il nostro invece ha in mente qualcosa.
Il suo corpo si lascia catturare dalla forza di gravità e la rende visibile ai nostri occhi, un po' come Munari e le forme rivelatrici d'aria, si lascia cadere subendo un'accelerazione di 9,81m/sq, e noi, numeri a parte lo notiamo; cosa che invece non facciamo quando vediamo una persona ferma con i piedi ben saldati a terra per quella stessa forza che ci governa.
Ma che Bas Jan Ader sia altro rispetto agli odierni fenomeni da baraccone, pare essere cosa certa e ovvia, lui è veramente interessato e romantico, lui si mette di fronte a una videocamera e piange, I'm too sad to tell you, prende una barca a vela grande come quelle che si usano per insegnare i principi della vela ai bambini e (non senza una certa esperienza nel campo) cerca di attraversare l'Atlantico in search of the miraculous senza lasciar più traccia di se, svanendo per sempre (1975).

Il video, non è un originale di Jan Ader, ma di un utente di youtube che ha fatto un riassunto veloce, ma ben esplicativo delle sue opere.

Nel novembre 2008 è uscito un dvd del documentario girato da Rene Daalder, Here is always somewhere else sulla vita e le opere di Jan Ader.

Video:

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